
Absinthe, l’assenzio. È entrato nel nostro immaginario come simbolo di un mondo decadente fatto di poeti maledetti, artisti e stati visionari che spesso producevano opere di genio. Chi non ricorda la scena del Dracula di Coppola dove la bella Mina assaggiava la bevanda proibita con il signore delle tenebre?
“La fata verde - Storia dell’assenzio” (Stampa Alternativa) di Alex Panigada è
un dizionario che non necessita dizione perché parla da sé, per usare le parole con cui Andrea G. Pinketts introduce il libro. Racchiude la storia di questa mitica bevanda, ne svela i segreti e smaschera luoghi comuni. Tra le sue paginie troverete anche ricette, curiosità, accenni al cinema, ai personaggi famosi che gli hanno dedicato istantanee artistiche e molto altro ancora.
Ciao Alex e benvenuto su Sickgirl.
Ciao carissima...
1- Com’è nata l’idea di redigere una piccola bibbia sulla fata verde?
Devo dirti in tutta sincerità che l’argomento assenzio mi ha sempre affascinato. Passiamo quasi tutti una fase adolescenziale dove siamo attratti da tutto ciò che è misterioso, proibito, anticonvenzionale...dove si divorano libri horror, si guardano films thriller, si leggono fumetti... Poi l’adolescenza finisce...quasi per tutti...mentre c’è chi come me si ritrova ancora a divorare libri, guardare centinaia di films, collezionare fumetti...e a lasciarsi sedurre da tutto ciò che è misterioso, proibito, anticonvenzionale... Insomma nulla è cambiato! Il libro però è nato soprattutto da quel senso di disagio che provavo quando mi ritrovavo a leggere notizie che davano assolutamente una visione distorta dell’assenzio. Se aggiungiamo il fatto che dopo un grosso lavoro di ricerca mi sono accorto che nel nostro paese non c’era nessun libro che parlasse dell’argomento...insomma mi sono detto: “Perché no!”
2- Il tuo libro è accompagnato dalla preziosa prefazione di Andrea G. Pinketts…
Oddio, cosa si può dire di Pinketts che non si sia già detto? Uno dei più grandi scrittori noir del nostro paese.... Ho avuto modo di conoscere Andrea, prima come fan, poi come amico. Ogni nostro colloquio è stato un motivo in più per apprezzare sempre meglio il Pinketts “uomo” che ha sostituito presto il Pinketts “scrittore”. Devo confidarti che dietro il personaggio che sembra essere appena uscito da un romanzo hard boiled, in realtà si nasconde un uomo dall’animo nobile, di immensa generosità, dal cuore grande che più che ad appartenere alla “scuola dei duri”, dovrebbe appartenere alla “scuola dei Puri”...ma non fategli saper che ve l’ho detto!!!
3- Tu sei anche musicista: so che oltre a cantare, scrivi i testi e le musiche delle canzoni del tuo gruppo SpiritiLiberi. Ti lasci ispirare dalla fata verde?
Ho iniziato a fare musica e a cantare nel 1983...avevo solo 13 anni, e per fortuna non bevevo ancora...
4- Hai dimostrato di essere un vero conoscitore in materia di assenzio. Quale “etichetta” consiglieresti per una serata un po’ maudit con gli amici?
Direi di iniziare per gradi (non alcolici)... Ci sono molti buoni absinthe oggi in circolazione, e molto dipende anche dal gusto personale di ciascuno di noi. Io partirei magari da un “Duplais Verte”, il primo assenzio verde ad essere stato prodotto in Svizzera dopo la messa al bando, per poi terminare con un “Edouard” l'esatta replica dell'antico Edouard Pernod prodotto a Pontarlier! Per palati fini...purtroppo difficile da reperire nei locali.
5- Quanta importanza ha il rituale che precede la degustazione?
L’assenzio ha un rituale che prevede calma, tranquillità e la giusta “predisposizione spirituale”. È l’aperitivo di un tempo in cui non si conosceva la frenesia. Da preparare con assoluta serenità per apprezzare pienamente il colore lattiginoso, per inebriarsi dei profumi che si espandono nell’aria sino a riempire la stanza, da godersi a piccoli sorsi, gustandosi completamente l’aroma delle varie erbe. Vi consiglio di godervi il rituale in tutti i suoi momenti senza trascurare niente.
6- Oscar Wilde, Toulouse-Lautrec, Verlaine, Rimbaud, Maupassant, Van Gogh tanto per citare alcuni personaggi che si sono lasciati conquistare dalla fata verde. Perché pensi che in passato (e non solo) abbia esercitato tale fascino sugli artisti?
Ti rispondo con una citazione di Oscar Wilde: "Un bicchiere d'assenzio, non c'è niente di più poetico al mondo. Che differenza c'è tra un bicchiere di assenzio e un tramonto? Il primo stadio è quello del bevitore normale, il secondo quello in cui cominciate a vedere cose mostruose e crudeli ma, se perseverate, arriverete al terzo livello, quello in cui vedete le cose che volete, cose strane e meravigliose". Dal canto mio, se proprio devo essere sincero, bevendo assenzio a volte mi capita soltanto di provare uno strano senso di lucidità, di “lucida follia”, di strana concentrazione che mi rende più vigile, ma sicuramente la suggestione ed il classico effetto placebo in tutto ciò potrebbe avere un peso rilevante. Un’altra cosa che ho riscontrato è una leggera dipendenza, se proprio così la vogliamo chiamare. È una sensazione particolare, non facile da descrivere... Contrariamente a qualsiasi altro alcolico o bevanda, sento proprio la voglia di gustarmi il mio bicchiere d’assenzio. Forse è proprio questa la magia della fata verde… Alzo spesso lo sguardo verso la mensola dove è riposta la bottiglia, e sento proprio una sorta di richiamo. La guardo, la osservo, addirittura a volte tolgo semplicemente il tappo solo per assaporarne l’aroma, i suoi profumi che mi rilassano l’anima. Ma il più delle volte le cedo felicemente e mi abbandono completamente a questa forma di attrazione a tratti magica, a tratti ipnotica e mi preparo al suo giusto rituale: assenzio, bicchiere, cucchiaio forato, zolletta di zucchero, acqua ghiacciata.
7- Consigli pratici e veloci per riconoscere se il nostro barista di fiducia ci ha servito vero assenzio o qualcosa addizionato a polverine.
Innanzitutto munitevi di estintore che userete, fino ad esaurimento, al solo suo accenno di servirvi l’assenzio flambé!!! L’assenzio va bevuto solo con acqua ghiacciata e zolletta di zucchero. Il rituale flambé è nato agli inizi degli anni ’90 a Praga dove in tutti i locali proponevano a turisti e giovani artisti la “bevanda proibita”, la “droga degli artisti”... Le uniche nozioni che si sapevano erano che in passato l’assenzio era molto bevuto, che si usava lo zucchero, un cucchiaio e acqua, ma soprattutto che agli inizi del ‘900 fu messo al bando perché ritenuto allucinogeno se bevuto in grandi quantità. Si iniziò quindi a servire l’assenzio prendendo in prestito il rituale dell’eroinomane che scalda l’eroina sul cucchiaio prima dell’utilizzo, rendendo ancora più misterioso e proibito questo nuovo prodotto.
8- Questa volta ci hai svelato i segreti della fata verde. Progetti futuri?
Attualmente sto lavorando a due progetti: un romanzo ed una fiaba dai risvolti molto noir, ma per scaramanzia preferisco non sbilanciarmi. Una cosa però voglio dirtela, ho aperto una sala prove musicale che si chiamerà “FreeMusic” e che sarà attiva da Novembre...sono molto emozionato!!!
9- E per finire l’intervista come è tradizione: dicci qualcosa di “sick” ;)
Adoro le SICKGIRL!!!! Mi autocito riportando pochi versi che ho scritto nel mio primo post appositamente per voi... "Trasformatemi in un calice d'assenzio, e versatemi sopra il vostro zucchero. Leccatemi...bevetemi...lasciatemi esangue. Ubriacatevi di me, mie fate verdi... Vi riempirò la bocca...entrerò in voi... tutto il resto sarà solo buio...silenzio...oscurità ed oblio"
Per saperne di più: www.myspace.com/alexpanigada